Critica ad Aurore Martignoni

Oggi la fotografia è nelle mani di tutti, inconsapevole e inadeguata ha sfondato le barriere della professionalità e della tecnicità causando un falsa aspettativa da parte degli incapaci fruitori del mezzo.

Dunque oggi più che mai è necessario avere nei confronti del fotografo uno sguardo attento.

Solitamente si riscontrano nell'ambito professionale due macro categorie, i foto artisti e i foto reporter, chi sono cosa li differenzia?

La distinzione non è affatto ne certa ne banale, il mezzo fotografico è di natura descrittivo, certo se si intendono utilizzi distorti e a tecnici tale significato viene perso per entrare con maggiore assolutezza nell'arte astratta il risultato non è da criticarsi a priori ma certamente la macchina o il mezzo valgono come un pennello o una spugna tersa di colore, l'esecutore è certo, se dotato di qualità, un artista ma non un fotografo.

Tornando alla nostra esigenza di identificare il ruolo della fotografia nel panorama delle forme espressive artistiche sono giunto tramite lunghi periodi di osservazioni parietale della CA Gallery a pensare fortemente e con convinzione che fortuna e dannazione della fotografia sia riscontrabile proprio nella sua essenza più basilare cioè il riprodurre fedelmente e velocemente la realtà quasi priva di distorsione alcuna ma allo stesso tempo incorniciata in una condizione irreale e immutabile nonché bidimensionale quale il ricordo.

Ora la distinzione è proprio qua all'origine, essendo che abbiamo escluso l'uso improprio ed a tecnico dalla nostra analisi essendo che le miriadi di dilettanti alla ricerca di un falso riconoscimento che girano per le città con vecchie e nuove reflex appese al collo con l'unico risultato di farsi venire una striscia rossa e dolorante sul coppino per le abrasioni provocate della tracolla non sono nemmeno da considerarsi, restano quei pochi ma qualificati tecnici della fotografia, tra essi solo una minima parte avrà la sensibilità dell'artista cioè la capacità di precorrere il tempo e comunicare un messaggio, un sentimento utilizzando uno spazio quale un negativo, una tela o un foglio.

Ecco che tutte le macro e micro categorie di fotografi si azzerano per lasciare spazio e autorevolezza a pochi.

Tra coloro che certamente hanno queste rare doti vi è la talentuosa fotografa italo-belga Aurore Martignoni.

La sua ricerca parte con il percorso e la solidità necessaria ad una grande carriera, da prima sviluppa tecnicità e consapevolezza durante gli studi universitari in giornalismo e due master in comunicazione e foto giornalismo, successivamente lavora come spalla di grandi come Bernard Plossu, Larry Think, Paolo Bernabini, Tiina Itconen, Luca Massari, Carlo Borlenghi e Bill Howens, dedicandosi più all'organizzazione degli shooting e all'osservazione del lavoro di questi grandi maestri che alla pratica.

Dopo questa esperienza di studio e gavetta durata un decennio decide di iniziare a volare con le proprie ali, anche in seguito all'incoraggiamento di molti dei grandi maestri poc'anzi citati.

Dunque Aurore inizia a collaborare con alcuni di loro e altri importanti fotografi come Carlo Coppitz, spaziando tra la foto come tecnica, ricercando perfezione e capacità e la foto come arte cercando non solo tecnica e capacità ma anche anima, messaggio, sensibilità e sentimento.

Il suo lavoro è ciò che in senso più totalizzante mi sento di definire tendenzialmente completo cioè nei lavori fototecnici dimostra una ampia e sapiente conoscenza del mezzo fotografico centrando l'obbiettivo descrittivo, mentre nelle ricerche personali svincolate da committenze varie riesce sempre a trasmettere l'essenza del ritratto e il sentimento del ritraente, vale a dire che nello scatto d'arte, quello libero, di Aurore, che il soggetto sia un pesce, un Mammuttones o un'onda alla lettura qualificate traspare sempre una compresenza di due elementi il soggetto e Aurore, ogni scatto è portatore di emozioni multiple date dai cromatismi attenti, di textur e dai tagli scelti per  lo scatto che spesso sono come le quinte di un teatro e celano numerose sorprese all'interno dell'immagine.

Oggi Aurore vive a Bologna ma lavora in tutto il mondo con importanti collaborazioni di prestigio come col Museo della maschera di Banche.

Da quando ha intrapreso il suo cammino da fotografo ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in tutta Europa, ha esposto ad Art First Bologna, ha ricevuto numerose committenze per lavori di immagine e  di reportage da parte di enti e privati e si colloca quindi a pieno titolo tra gli artisti in crescita e tra i fotografi più interessanti del terzo millennio.

 

Paolo Insolera